Gli inediti di X Factor 12: quando un arrangiamento sbagliato può far male

Gli inediti di X Factor 12: quando un arrangiamento sbagliato può far male, ecco tutti i giudizi dopo l'ascolto per la prima volta dei brani dei concorrenti dell'ultima edizione del talent show di Sky Uno.

Giovedì 22 novembre sono stati ufficializzati gli inediti dei concorrenti della dodicesima edizione di X Factor, il talent show targato Sky, che quest’anno è stato al centro di diverse “polemiche” sui nuovi giudici, dalla scelta di Asia Argento al suo licenziamento e all’approdo di Lodo Guenzi, sostituto in corsa (e non molto apprezzato dall’esclusa).

Ma nell’ultima puntata è tornata al centro la musica, nella doppia manche che ha visto sfidare gli otto concorrenti rimasti solo a suon di inediti. Ecco una breve recensione per ciascun brano, considerati ovviamente ad un primo ascolto:

Luna “Los Angeles”: è forse il miglior inedito presentato nella serata, con il brano forse più radiofonico di questa edizione, forte e grintoso, come la giovane ragazza sarda che riesce a cantare e rappare allo stesso modo. Certo forse qualcuno potrà criticare un testo un po’ ‘teen’ ma del resto lei ha appena 16 anni e nel complesso è comunque meno banale di quanto possa sembrare.

Leo Gassmann “Piume”: un pop melodico per l’esordio del figlio di Alessandro Gassmann, che grazie a questo brano, cucito perfettamente su se stesso, esprime al meglio tutte le sue potenzialità. E’ molto più difficile uscire con una ballad, come primo singolo, ma il ragazzo riesce ad emozionare, trasmettendo perfettamente tutto quello che racconta la canzone, del resto l’autore del testo è lo stesso Leo. Indubbiamente la sua miglior performance.

Renza Castelli “Cielo inglese”: Renza sicuramente è la protagonista più “complicata” di questa edizione, così come il suo inedito, non semplice e di facile acchiappo del grande pubblico, ma nonostante questo intriga ed ammalia e nell’ascolto riesce lentamente ad insinuarti dentro. Ha perso la sfida “sorellicida” con Naomi, ma tra le due mi sembra decisamente più a fuoco Renza, tanto che Bungaro, Rakele e Chiodo le hanno cucito un abito perfetto per lei.

Martina Attili “Cherofobia”: arriviamo alle note dolenti. Come si può rovinare una canzone che partiva come la migliore e più forte dell’edizione? Semplice, basta mettergli sopra un arrangiamento pessimo, capace di distruggere tutta la poesia. Rimane il testo, forte e geniale di questa giovane e stravagante artista, ucciso però da minimal suoni elettronici (inutili) e un piano spersonalizzato. Sarebbe stato meglio lasciarlo solo piano e voce o al massimo aggiungere qualche arco e nulla più. Molto amareggiato e arrabbiato per questo errore madornale.

Anastasio “La fine del mondo”: è sicuramente uno dei papabili vincitori di questa edizione, grazie alle performance sempre azzeccate nelle varie puntate (tra tutte quella dei Pink Floyd, sopra tutte). Anche lui aveva presentato questo inedito durante le fasi di casting e forse l’arrangiamento con un abuso di autotune fa perdere un po’ la crudezza e la rabbia gridata del concorrente degli Under Uomini. Forte e di impatto comunque, anche se personalmente preferivo l’altro inedito presentato da Marco nei casting.

Sherol Dos Santos “Non ti avevo ma ti ho perso”: la Voce di questa edizione risulta stupidamente banalizzata da un brano che non la rappresenta affatto: testo e arrangiamento dozzinale che non fanno spiccare le grandi dote interpretative e tecniche della giovane ragazza. Una canzone qualsiasi, che avrebbe potuto cantare chiunque altro, senza una vera esplosione per la potenza vocale di questa ragazza. Un’occasione sprecata.

Bowland “Don’t stop me”: chi mantiene il proprio stile e la propria natura sono indubbiamente i Bowland, unica band rimasta a Lodo per sperare nella vittoria. Sound esotico e arrangiamento che conferma l’impronta che questo trio, proveniente dall’Iran e trapiantati a Firenze, ha portato nel corso delle loro performance durante il talent. Sicuramente non mainstream, ma un ottimo lavoro musicale.

Naomi “Like the rain (unpredictable)”: senza infamia e senza lode, o meglio con un po’ di delusione chiudo con Naomi, con questo inedito con tante pretese di essere pompato come il meglio del meglio possibile, per poi rivelarsi un pallone sgonfiato. Impronta lirica, da musical come ha detto Fedez, ma che in realtà non ha tutti quegli elementi per rimanere indimenticabile. E nonostante durante i casting all’inizio aveva mostrato grinta e personalità, il suo percorso all’interno del talent si è andato omologando e spersonalizzando, risultando anonima.

Al momento a trionfare su iTunes sono Anastasio (primo in classifica), Martina (seconda) e Bowland (terzi), che si piazzano sul podio del venerdì dopo l’uscita, ma nella Top 30 dei singoli più venduti troviamo anche Luna e Leo in Top 10 (rispettivamente alla #4 e alla #6), Sherol in undicesima posizione e Renza in dodicesima, che si prende una rivincita nei confronti di Naomi, ferma alla #26. Ma da notare è che i Maneskin, secondi classificati nell’edizione scorsa di X Factor, siano ancora alla #5 con la loro “Torna a casa”: quando un progetto musicale funziona si vede sulla lunghezza. Chissà che non sia anche per qualcun altro di questa edizione così.